Solidarietà al popolo francese

Guardando all’immane incendio che ha distrutto gran parte di Notre Dame a Parigi, il nostro pensiero va inevitabile ad un altro rogo in luogo sacro a noi vicino: 22 anni fa, quasi in questi stessi giorni, nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997, un terribile incendio distrusse la cupola del Guarini del duomo di Torino. Allora a bruciare era la cappella della Sindone, che fortunatamente si salvò.

Allora come oggi le fiamme sembravano invincibili, inarrestabili, illuminavano di rosso la notte del nostro capoluogo, tutto sembrava perduto.

Eppure, anche se bruciano le cattedrali, pur se cade un simbolo, non per questo vengono meno la fede dei cristiani e la speranza dei non credenti. In ginocchio davanti alla cattedrale in fiamme, in migliaia a Parigi hanno pregato e cantato l’Ave Maria. Altrettanti laici, fedeli di altre confessioni e non credenti sono restati incollati al televisore per ore, increduli del fatto che in pochi minuti una superficialità dell’uomo fosse riuscita a distruggere ciò che per 8 secoli era rimasto intatto, sopravvivendo alla Rivoluzione francese ed alle due guerre mondiali. Ma ci si stringe, nelle tragedie, si torna ad essere comunità. Si ritrova ciò che è importante, ciò che conta.


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